ops.. parlano di me

http://ballaconlei-bologna.blogautore.repubblica.it/2014/06/06/storie-di-donne-che-hanno-cambiato-lavoro-e-vita/
Riposto ovvero copio/incollo l’articolo!
 

Storie di donne che hanno cambiato lavoro. E vita

Da biologhe, chimiche e product manager a contadine bio, programmatrici di software libero e responsabili di una bottega solidale: esistenze che si ribaltano, che cambiano. A raccogliere le storie è Alchimie. L’associazione ha aperto la rete “Incubatrice di sogni”
di ILARIA VENTURI

incubatriceCristina, che ora fa la programmatrice javascript freelance. Linda ed Emanuela, che stanche di logiche aziendali ed eterna rincorsa al profitto, hanno aperto la bottega del commercio equo. Elisa che ha 29 anni, una laurea in ingegneria meccanica industriale e che ha scelto di aiutare il padre nella fattoria biologica. Ora corre “come una gazzella”. Donne che hanno cambiato lavoro. E vita. Si può fare. Un sogno che può essere coltivato e realizzato. Dieci donne lo hanno fatto e raccontato all’associazione Armonie. E da una chiacchierata è nata l’idea di realizzare l’”Incubatrice di sogni”: una rete di donne per cambiare lavoro, e non solo.
 
L’associazione sta raccogliendo storie simili a quelle raccolte e qui riportate (scrivere a: incubatricedisogni@women.it ). E mercoledì 11 giugno (ore 21 – via Emilia Levante 138) promuove una serata della rete, con le dieci donne “testimoni-tutor” per avviare uno scambio di saperi e collaborazioni, per chi vuole osare il cambiamento. “Dal primo incontro da cui abbiamo raccolto le testimonianza – raccontano Caterina, Angela, Teresa e Susanna di Armonie e Alchemilla Gas – sono  emersi temi come il passaggio da lavori immateriali a professioni molto più concrete. E la capacità delle donne di ridefinire i propri bisogni, per adeguare i consumi a un reddito ridotto senza perderci in qualità della vita”.
 
Le testimonianze delle donne
Lauriane ha 28 anni e un bimbo di 4. Ha studiato biologia e tecniche biologiche per due anni in Francia e uno anno in Scozia. Prima lavorava in un laboratorio di analisi mediche in Francia, facendo prelievi di sangue e analisi. Poi ha scelto di venire a vivere in Italia con il suo compagno italiano e il loro bimbo ed è riuscita a  compiere una scelta di vita a cui pensava da tempo: fare l’operaia agricola! Ora lavora in un’azienda agricola biologica che produce ortaggi. Il nuovo lavoro è faticoso, sempre all’aperto ed economicamente un po’ precario, ma più coerente con le sue convinzioni, che si basano sulla natura, il mangiare sano, il curarsi sano. Il bilancio familiare funziona, perchè anche il suo compagno lavora e il mal di schiena che viene col lavoro nei campi viene riequilibrato da yoga e nuoto.
Elisa ha 29 anni e ha una laurea magistrale in ingegneria meccanica industriale. Dopo la laurea ha scelto di aiutare il padre nella conduzione della sua fattoria biologica e adesso si dedica all’allevamento di bovini e bufalini e alla produzione di latticini. Il terremoto prima e l’alluvione poi hanno reso le cose sempre più difficili, ma Elisa ogni giorno si sveglia e inizia a correre, come la famosa gazzella, e alla sera ha abbastanza sonno da non  dover pensare a tutti i problemi.
Sandrine ha 34 anni e una bimba di 1. Ha studiato in Francia ingegneria in fisica chimica, master in scienza dei polimeri, dottorato di ricerca in chimica. Fino a cinque anni fa si dedicava alla ricerca nel campo delle nanotecnologie… un lavoro molto interessante, ma alla fine le  sembrava di usare le sue energie per cose inutili, in un sistema che non la convinceva più, in un mondo sempre meno umano. E così ha lasciato il lavoro e per un po’ ha girato il Portogallo in bicicletta, da una fattoria all’altra, facendosi ospitare in cambio di lavoro in agricoltura biologica. Adesso vive in montagna, con il suo compagno, fa formaggi di capra e coltiva la sua passione, le piante e l’aromaterapia. Oltre a fare i formaggi, produce e vende olii essenziali e cosmetici. Che è poi quello che sognava di fare da piccola…
Linda ed Emanuela hanno 43 e 41 anni. Tutte e due sono laureate in Economia e Commercio. Hanno lavorato una come Business Unit Manager Abbigliamento e l’altra come Product Manager Abbigliamento per una grande grossa azienda appartenente ad un gruppo multinazionale che si occupa di articoli sportivi, gestendo la filiera di abbigliamento sportivo dalla ideazione alla produzione (in Italia e in estremo oriente) e alla vendita ai negozi al dettaglio. Poi l’insofferenza per le ferree logiche aziendali, l’eterna rincorsa al profitto e il rapporto conflittuale fornitore-cliente, le ha spinte a cercare un’altra strada. Si sono “trovate” e insieme hanno progettato una via d’uscita e prima come volontariato, poi come attività prevalente, si sono dedicate al commercio equo e solidale. Dal 2007 il loro lavoro è gestire una Bottega del Mondo, come socie fondatrici e lavoratrici della Cooperativa C’è un mondo. Adesso possono plasmare il loro lavoro in base alle cose in cui credono e possono  praticare un commercio “sincero e gentile”. Combattono le incertezze con l’aiuto della loro rete di relazioni e continuando ad imparare e sperimentare per trovare sempre nuove strade, collaborazioni, relazioni e clienti, cercando nuove idee e rimanendo aperte alle novità.
Olivia ha 45 anni, ha frequentato il DAMS e ha fatto studi musicali di diverso tipo fin da piccola, accumulando molta esperienza musicale “sul campo”. Ha lavorato in molti campi diversi, ma adesso il suo lavoro è la musica, sia con l’insegnamento, sia con la collaborazione a vari progetti musicali. Essere musicisti comporta però anche una certa continuità nei confronti dell’esterno, bisogna essere sempre produttivi, visibili e disponibili. Se una donna si “assenta dalla scena” è un problema. Queste difficoltà e il loro risvolto economico non è ancora risolto, ma Olivia lo affronta collaborando con le persone che conosce, che la aiutano dandole la possibilità di lavorare in sinergia.
Paola ha 47 anni ed è laureata in storia contemporanea. Dalla laurea ha lavorato prima come ricercatrice per molte istituzioni culturali bolognesi, poi per l’associazione Orlando  e negli ultimi quattro  anni come responsabile del Centro di documentazione delle donne di Bologna. Dopo quasi vent’anni di ricerca storica e culturale ha sentito il bisogno di vivere un’esperienza concreta di economia alternativa, imparare a fare qualcosa con le sue mani che desse da mangiare a qualcuno. Circa un anno fa, alla sua nascita, ha aderito alla cooperativa agricola “Arvaia”, prima esperienza di agricoltura direttamente supportata dalla comunità in Italia, in cui i soci si uniscono per realizzare insieme una agricoltura rispettosa della terra e delle persone, sostenibile e solidale. Ora, mentre impara, si occupa a titolo volontario delle piante aromatiche e officinali, lavora nel frutteto, nella cucineria e trasformazione e fa tutto quello di cui ci può essere bisogno di giorno in giorno. Il suo desiderio è che questo lavoro, basato sulla produzione di prodotti rigorosamente biologici e con l’impatto minore possibile sull’ambiente ma anche su relazioni umane diverse, non interamente dipendenti dal denaro e dalla logica del profitto, diventi un lavoro retribuito, per dimostrare che un’altra economia è possibile.
Cristina ha 29 anni e ha studiato scienze della comunicazione scritta e ipertestuale. Ha lavorato come cuoca, bracciante stagionale, pulizie, traslochi, autista, operatrice per attività didattiche, barista. Adesso ha fatto di un suo hobby un lavoro ed è diventata programmatrice javascript freelance. Il lavoro la impegna tutto il giorno e non ha più tempo per altre attività, anche se non le dispiacerebbe continuare a fare anche altri lavori. Quello che fa ora le permette di seguire la sua passione per internet e le sue convinzioni nel campo del software libero, perchè le licenze d’uso e diffusione ci sono sia per i contenuti che per il software e per lei è importante schierarsi tecnicamente dal lato della libertà di conoscenza. E’ venuta ad abitare a Bologna perchè qui c’è la prima radio FM in Europa che trasmette solo in software libero e così ha iniziato come giornalista ed è finita a fare la sistemista.