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Decreto MIUR del 27 settembre 2013

Considerato
che il ministero pubblica le sue ordinanze come se fossero dei fax. DAVVERO!!
Sono delle fotografie dei documenti originali, che vengono scritti in digitale, stampati, firmati e scansionati per ritornare digitali.
Che per me la ministra.. diciamocelo..  potrebbe farsi una chiave PGP con cui firma i suoi decreti e che così poi quando uno chiunque se lo scarica ci sia la possibilità di confrontare le fingerprint del file per sapere se è stato modificato dall’originale oppure no (come fosse una applicazione Android o una mail criptata).
Per il resto potrebbe benissimo allegarcelo in TXT o in ODT senza formattazione stilistica. Oppure scriverli direttamente in HTML5. VAbbhè vabbhè..
Comunque..

DECRETA:

 
Articolo 1:
Per andare gradatamente incontro al cambiamento dal reale al digitale, ovvero per dare il tempo agli insegnanti ed alle famiglie di adattarsi;per quest’anno le scuole possono ancora decidere di fare come han voglia.
Quindi i docenti si sentano liberi di adottare digitale, misto o cartaceo come vogliono.
Articolo 2:
I prezzi dei libri cartacei rimangono gli stessi con il solito piccolo aumento per l’inflazione
Articolo 3:
Per il prossimo anno scolastico, per le classi prime delle medie e le prime e le terze delle superiori:
– che adottano libri misti il massimale della spesa è diminuito del 10%;
– che adottano libri digitali il massimale della spesa è ridotto del 30%;
Per il resto delle classi rimane tutto uguale.
Articolo 4:
Tutto quello che volete sapere sui libri digitali è nell’allegato 1
Articolo 5:
Rimandiamo a prossimo decreto la definizione dei contenuti digitali e dei supporti
Articolo 6:
Ci sarà una costante anali sulle adozioni e sull’andamento del cambiamento da reale a digitale.
Articolo 7:
In base a quello che è scritto qua, il precedente decreto (n 209 del 16 marzo 2013) non è più valido
 
 
ALLEGATO!!! dove c’è tutto quello che volevate sapere..
 
1) definizione:
a) Il libro scolastico in generale è importante per:
– seguire delle linee uguali per tutti in Italia: il libro è un percorso di riferimento nazionale.
– offrire contenuti: autorevoli, validi, efficaci ed essenziali
– offrire una organizzazione: autorevole, unitaria, organica
 
Per il libro misto o digitale si mantengono queste linee descritte sopra, più una particolare attenzione all’utilizzo del multimediale (storytelling, infografica, ertc..) per stimolare:
comprensione, memorizzazione, astrazione, argomentazione.
Il libro (digitale, misto o cartaceo) rappresenta una griglia di riferimento per i contenuti digitali integrativi, che possono essere acquistabili da editori, presi in internet o anche autoprodotti con la classe.
 
b) Contenuti digitali integrativi
Hanno funzione di ampliamento, integrativa, complementare al libro scolastico. Le loro caratteristiche: molecolari, modulabili, personalizzabili e che offrano diversi punti di vista. Le fonti possono essere: l’editore, la rete, il docente, con particolar einvito ad utilizzare l’OER, ovvero le risorse open source per l’educazione.
 
c) Piattaforme
Saranno OPEN SOURCE e con gestione di social network scolastico: scuola, docenti, alunni, famiglie.
Al momento però non è possibile fare nulla: la piattaforma non c’è e i fornitori usano piattaforme proprietarie tutte diverse. C’è il consiglio di cercare di stare il più OPEN ed interoperabili possibili.
 
d)Dispositivi/Devices
Tutti quelli che vi vengono in mente (PC, portatili, e-reader, telefoni,.. ), ma in particolare TABLET e LIM. Con impegno su 3 fronti:
– sviluppo tecnologico degli oggetti (limitazioni ancora tecniche, vita, batteria, .. e riparazione e dismissione? Dico io..)
– prezzo e acquisto per le scuole
– formazioni per insegnanti, alunni e famiglie
 
2) QUINDI..
esistono tre tipologie di libro al momento:
1) di tipo misto A: ovvero cartaceo + contenuti digitali integrativi
2) tipo misto B: libro cartaceo + libro digitale + contenuti digitali integrativi
3) tipo digitale C: libro digitale + contenuti digitali integrativi
 
I contenuti digitali integrativi DEVONO:
– essere fruibili senza acquistare un software di strumenti per la lettura specifico di una azienda
– essere attenti alle norme per l’accessibilità
– essere adattabili ai vari tipi di schermo
– essere trasferibili da un dispositivo all’altro (interoperabili, multipiattaforma e replicabili su tot dispositivi dell’acquirente)
– possono usare DRM purchè si soddisfi però il punto precedente
– rimanere fruibili anche dopo l’uso annuale
 
LOGICAMENTE TUTTA QUESTA è UNA MIA PARODIA DELLA LETTURA DEL DECRETO PER RIPORTARLO A TERMINI PIù SEMPLICI.. MA VERI.
COMMENTATE PURE CON LE VOSTRE OPINIONI E SOPRATTUTTO SE HO SCRITTO QUALCHE BOIATA.
IL MIO PARERE FINALE SUL TESTO E’ COMUNQUE POSITIVO.. LA BONACCIA E’ SEMPRE PRESENTE, MA SOFFIAUNA LEGGERA E LIBERA BREZZA..
Vediamo come si evolverà il punto 5!